I significati dei tatuaggi Maori

Sono molteplici i significati che si accompagnano alla simbologia utilizzata nei tatuaggi delle tribù polinesiane. La cultura maori, nella quale il tatuaggio si delinea come un passaggio inevitabile per contraddistinguere i diversi momenti della vita dell’individuo, ne è una splendida testimonianza.La cultura maori distingue tra due fondamentali tipologie di tatuaggio: il moko e il kirituhi.Il primo è ad uso esclusivo dei membri influenti della tribù, mentre il secondo può essere utilizzato da chiunque. Il moko è utilizzato in particolar modo dai guerrieri della tribù e il viso è la parte preferita per questo genere di tatuaggio. A seconda della posizione del tatuaggio sul volto e la tipologia di simbolo associata, il moko esprime il diverso rango del guerriero nella tribù.Con il crescente interesse del mondo occidentale per i tatuaggi maori e polinesiani si è concesso agli stranieri di utilizzare il kirituhi, che richiama la cultura e la tradizione maori ma non ne fa propriamente parte.

Significati simboli maori

I pesci sono largamente utilizzati nella simbologia dei tatuaggi polinesiani come simboli di ricchezza e abbondanza. Gli squali e i denti di squalo sono simboli di protezione secondo antiche leggende hawaiane.Oltre ai pesci, anche agli uccelli viene data forte importanza in questa cultura come simbolo di viaggio e speranza, ma anche forza e senso comunitario. Il fuoco è infatti spesse volte rappresentato attraverso disegni di uccelli o pipistrelli, chiamati volpi volanti.Il mare e l’oceano sono invece richiami all’aldilà e l’eternità. Le onde vengono utilizzate a tale scopo nei tatuaggi maori come commemorazione ai defunti.Il sole è uno dei disegni più diffusi nel mondo occidentale che elogia la cultura maori. Il sole e i suoi raggi simboleggiano luminosità e prosperità, capacità di essere leader di un gruppo e l’energia necessaria a tal fine. Sono diversi i significati che i maori attribuiscono ai tatuaggi “solari” a seconda della posizione e della raffigurazione dei suoi raggi.La tartaruga, chiamata honu, è una figura riconosciuta dalle diverse culture polinesiane che ne fanno un uso raffigurativo per descrivere la longevità, la pace, la salute e la fertilità. Allo stesso modo honu richiama la famiglia e l’unione. Il guscio di honu viene spesse volte utilizzato per richiamare i raggi solari.Un altro simbolo molto utilizzato è il tiki che significa figura. I tiki sono delle figure tra la vita e la morte. Contrariamente da quello che si potrebbe pensare queste figure non sono divinità che solitamente sono raffigurate attraverso animali come le lucertole. I tiki sono simboli di protezione e fertilità.

 

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Tatuaggi maori: da tradizione a moda

Il tatuaggio polinesiano è da sempre associato a connotazioni e valori tribali. Dalle isole Marquesas alla Nuova Zelanda, il tatuaggio è da sempre stato utilizzato dalle popolazioni indigene come simbolo di un passaggio nella vita dei membri delle tribù. In particolare il primo tatuaggio contraddistingue un rituale che segna l’ingresso di un giovane nella vita adulta e che andrà a contraddistinguerlo per il resto della sua esistenza. Quel tatuaggio sarà solo l’inizio delle testimonianze simboliche che il giovane terrà impresso sulla propria pelle. Quel primo tatuaggio coinciderà infatti con l’ingresso nella vita adulta e verrà ultimato solo al momento della morte di quel giovane. Le popolazioni maori concedono solo ai membri della tribù l’onore di avere il caratteristico moko sul volto. Il moko rappresenterà le capacità e gli obiettivi raggiunti dal membro.
Il moko è un passaggio doloroso e sacro nella vita dei maori. La tecnica di tatuaggio con il ticchiettìo dell’ago con un martelletto di legno rappresenta di per sé una prova di forza. La scelta del volto porta con sé una forte ritualità poiché la testa per questi popoli è la parte più sacra del corpo di una persona. Le parti scelte sono solitamente il mento, le labbra e il naso. Nel corso del tempo verranno ricoperti anche le guance, gli zigomi e le tempie.
Con il crescere della moda del tatuaggio nel mondo occidentale e l’ampio utilizzo dei tatuaggi tribali anche il tatuaggio maori ha trovato una sua ramificazione tra le persone estranee alle tribù. Il tatuaggio è in questo senso ispirato alle tradizioni e alla simbologie maori o, più in generale, alle culture polinesiane.
Il kirituhi è infatti il semplice tatuaggio che in Nuova Zelanda viene concesso ai turisti e ai giovani apprendisti tatuatori. È da escludere la possibilità di tornare da un viaggio in queste terre lontane con un moko. Potrebbe addirittura diventare offensivo per questi popoli presentarsi con un moko realizzato nel mondo occidentale. Si spiega così il largo utilizzo negli anni ’90 di disegni tribali astratti e di tatuaggi ad ispirazione polinesiana in cui compaiono alcuni tra i più popolari simboli di queste culture.

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Storia e origine del tatuaggio maori

Tra le tradizioni di tatuaggio tribale, la zona del Pacifico della Polinesia, comprendente diverse isole, è sicuramente una pietra miliare nella storia del tatuaggio. La Nuova Zelanda e le tribù Maori ricoprono, tra le diverse culture polinesiane associate all’arte del tatuaggio, un ruolo fondamentale.
Nella cultura Maori il tatuaggio assume un significato profondo per l’individuo e il suo ruolo nella società. Il tatuaggio non assume più unicamente un significato d’appartenenza, ma soprattutto il raggiungimento di uno status. Il primo tatuaggio coincide infatti con il passaggio dall’età adolescenziale alla vita adulta.
Difficile scavare nelle origine storiche di questa forma d’arte e di affermazione sociale. Abel Tasman e la sua ciurma furono i primi ad approdare in Nuova Zelanda nel 1642 e non menzionarono la presenza di tatuaggi nelle popolazioni locali. Nel 1769 il capitano Cook invece rimase impressionato dai molteplici disegni presenti sulla pelle degli indigeni. È dunque probabile che in quest’arco di tempo le popolazioni locali presero spunto da altre tribù polinesiane e fecero propria questo costume.
I contatti con le popolazioni maori si moltiplicarono negli anni successivi fino all’arrivo di alcuni missionari che, decisi a convertire al cristianesimo i popoli maori, portarono in Inghilterra uno dei loro capi: Hongi Hika.
Da qui cominciò un barbaro scambio di scalpi tatuati e armi tra i collezionisti inglesi e la tribù di Hongi Hika. Grazie alle armi europee il capo della tribù Ngapuhi iwi, diede vita a sanguinose battaglie volte alla conquista delle isole polinesiane.
Tra le tribù maori permane tuttavia una leggenda che nasce da una storia d’amore impossibile: tra Mataora e la giovane principessa Niwareka di un mondo sommerso. Dopo un litigio Niwareka decise di tornare nel suo regno, facendo cadere Mataora in disgrazia. Deciso a riprendersi la propria amata Mataora tra mille peripezie raggiunse il regno sommerso con il volto e il corpo completamente sporchi. La famiglia di Niwareka si prese dunque gioco di lui, ma Mataora riuscì a riconquistare la benevolenza della sua amata.
Fu allora che il padre di Niwareka, Uetonga, si offrì di insegnare al giovane l’arte del tatuaggio da trasmettere agli umani.

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I Tatuaggi Maori

In ogni tempo il tatuaggio ha assunto una funzione differente, secondo l’epoca in cui si è fatto ricorso alla sua applicazione. Non tutti sanno che, in periodi molto lontani, si ricorreva al tatuaggio come metodo per medicare il corpo e guarirlo da malattie, solo in seguito, con l’avvento dei primi gruppi familiari che componevano la società, è stato modificato il vero significato attribuito alla scrittura sul corpo. Il tatuaggio maori rappresenta la fonte d’ispirazione primaria e originaria dei tatuaggi di oggi, con la particolare caratteristica che nessuna zona del corpo era esclusa. Colui il cui corpo era tatuato, eseguiva un vero e proprio passaggio dalla gioventù alla maturità, con questo gesto il soggetto in questione voleva rendere evidente l’esperienza che era riuscito a conseguire durante il suo percorso di vita, una capacità riguardante l’ascolto e la consapevolezza circa le proprie abilità. Forza oppure sapienza per gli uomini, fascino e bellezza per le donne: erano questi gli obiettivi che volevano essere posti in risalto dall’attività del tatuatore. Il combattente doveva incutere terrore al nemico e i suoi punti di forza, la muscolatura delle sue gambe e la tonicità delle braccia, dovevano essere rilevate da una serie di simboli appositamente creati per lui, con grande sapienza ed estrema maestria. Le donne evitavano di ricoprire il viso, ma il tatuaggio era considerato come uno strumento per fare notare i tratti di ciascuna: le caviglie, i polsi e le mani diventavano i luoghi migliori per dare libero sfogo all’arte. Ovviamente in passato non si poteva fare uso di tutti gli strumenti di cui disponiamo oggi, l’inchiostro ad esempio era solo un sogno, quindi le decorazioni erano create con foglie, acqua e speciali sostanze che mescolate nel loro insieme erano in grado di creare colori vivaci o semplici sfondi chiari e scuri. Nel momento in cui una persona raggiungeva la maturità, il tatuaggio diventava parte integrante del suo corpo. I muscoli erano racchiusi in un susseguirsi di linee e di segni che indicavano non solo la forza fisica del combattente, ma anche la sua abilità nella lotta, la capacità di sopravvivere con grinta e la destrezza che solo una grande personalità può dimostrare. Inoltre, alla figura del tatuatore era riconosciuta grande stima, poiché aveva il compito di allestire il corpo degli elementi più importanti dell’intera comunità, conferendo a questi uomini il rispetto e il potere di coloro che sono destinati a guidare il popolo.

  

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Tatuaggi maori polpaccio

I tatuaggi maori rappresentano una straordinaria opportunità e idea, per esaltare il proprio corpo e rendere evidente il fisico. In passato questo tipo di tatuaggio, era impiegato da popoli antichi per porre l’accento sulla potenza della muscolatura dei combattenti: chi doveva affrontare una lotta, decideva di abbellire il proprio corpo con una serie di simboli o diagrammi, destinati a incutere paura e terrore nello sfidante. L’obiettivo era di spaventare l’avversario, mettendolo in guardia circa le capacità e il coraggio che stava per fronteggiare. I segni indicavano, l’abilità del soggetto nella caccia e in particolare la sua bravura ad affrontare animali feroci, la sua rapidità nella pesca e la sua perseveranza nel tentare di accendere il fuoco per nutrire i propri cari. Proprio per tutti questi motivi, i tatuaggi maori sono riusciti a confermare anche con il tempo, la loro importanza e la loro peculiarità, e sono giunti fino alla nostra epoca senza perdere valore. L’impiego di queste figure è, molto spesso, compiuto allo scopo di trasmettere agli altri la propria forza fisica, la particolarità presente nel nostro animo di essere in grado di sollevarci sempre, nonostante i mille ostacoli che la vita ci pone lungo il cammino. I disegni principali che costituiscono i tatuaggi maori, sono quelli che riproducono animali feroci o elementi della terra. Un grande leone dalla criniera dorata, che lascia intravedere i propri denti aguzzi, costituisce il simbolo di uno spirito ribelle e aggressivo che non sopporta restrizioni o limiti. Una serie di lunghi rami intrecciati, in cui il verde e il marrone sono i colori che prevalgono e s’impongono sul bianco e sul nero: in questo caso il soggetto interessato vuole indicare il suo desiderio di vivere in armonia con il mondo esterno e con l’ambiente che lo circonda, anche se, a causa di un carattere impulsivo, questo equilibrio è molto difficile da realizzare. Il polpaccio diventa il punto essenziale in cui si concentrano segni e diagrammi, un racconto inimitabile dell’esistenza di chi desidera trasmettere un messaggio all’ambiente esterno. Non sempre è possibile esprimere la propria volontà, non tutti sono capaci di indicare con la voce le proprie aspirazioni, ma le gambe sono il luogo ideale dove imprimere per l’eternità un codice segreto, conosciuto solo da noi e cioè, la voglia di non fermarsi, ma di proseguire con coraggio e a testa alta il duro cammino della vita, senza perdere la speranza e soprattutto avendo sempre in mente l’importanza dei valori fondamentali per ogni individuo.

  

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Tatuaggi maori bracciale

Il tatuaggio è una vera e propria opera d’arte, infatti, nelle mani del tatuatore è affidato l’arduo e difficile compito di realizzare i sogni della persona che chiede il suo aiuto. Chi deve procedere all’incisione a fuoco sul corpo di un’altra persona, ha nelle proprie mani una grande responsabilità: deve accontentare le attese del cliente e allo stesso tempo deve dare forma a un pensiero, nato dalla mente del soggetto interessato. Creatività, originalità e professionalità sono gli aspetti più importanti per portare a termine con successo il proprio lavoro, tuttavia, l’elemento che costituisce la differenza è l’unicità di ogni simbolo posto sul corpo. I tatuaggi maori rappresentano la tradizione che, in passato, ciascun gruppo familiare, è riuscita a tramandare fino ai giorni nostri. In antichità erano impiegati per ricoprire interamente il fisico dei combattenti, oppure per attribuire il riconoscimento di saggezza ed esperienza a una figura importante della comunità, oggi, invece queste immagini sono state trasformate in abbellimenti e decorazioni destinate a rendere evidente i tratti e a esaltare la bellezza. La forma del bracciale, costituisce una delle applicazioni più richieste. Un bracciale composto di tante piccole foglie circonda il braccio di un uomo, come simbolo della forza dei suoi muscoli e della sua potenza. Gli oggetti che costituiscono il bracciale, possono essere scelti in base al gusto personale: tante piccole stelle oppure alcuni fiori possono essere disegnati intorno al polso di una donna, ponendo l’accento sulla sua femminilità e rendendola ancora più sensuale. I colori dominanti sono, con certezza, i toni chiari o in bianco e nero, ma la preferenza delle sfumature corrisponde sempre allo stile seguito: il rosso e il verde si uniscono in un susseguirsi di piccoli rami, per un effetto maestoso ma allo stesso tempo elegante, mentre l’arancio e il rosa riescono a mescolare la delicatezza alla vivacità, per un risultato sorprendentemente magico. Ogni singolo simbolo, è espressione di ciò che sentiamo o che v vogliamo esternare al mondo che ci circonda. Per la buona riuscita di un tatuaggio è importante impiegare grande originalità e creatività per giungere all’elaborazione di un disegno semplice, ma che possa essere in grado di comunicare il messaggio che speriamo di lanciare al mondo. La nostra sensibilità oppure un carattere particolarmente trasgressivo, che non sopporta limiti e costrizioni, sono descritti dalla forma scelta e posta in essere da un tatuatore esperto, capace di dare forma a tutti i nostri desideri.

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Tatuaggi tartaruga maori

I tatuaggi maori rappresentano una tradizione che è riuscita a tramandarsi con il tempo, senza perdere importanza ma conquistando sempre di più e con il passare dei secoli, grande rilievo e valore. I grandi combattenti affrontavano le lotte con i nemici con coraggio ed energia, e il tatuaggio era proprio lo strumento impiegato per incutere terrore e paura nell’avversario. Animali feroci ed elementi della terra e del mare, le onde che s’innalzano in maniera rapida e senza lasciare scampo, bestie dai denti aguzzi e lunghi rami intrecciati: erano queste le figure che si susseguivano sul corpo dei membri più importanti presenti all’interno della comunità. Lo scopo di questi simboli era di riprodurre in maniera accurata e dettagliata, l’esistenza della persona interessata, senza trascurare alcun particolare circa le sue grandi abilità, nella caccia e nella pesca. Con il tempo queste rappresentazioni hanno perso il carattere selvaggio e tipico dei gruppi familiari antichi, e hanno acquisito eleganza e raffinatezza. L’usanza di ricoprirsi il viso con segni specifici, non è andata persa, ma ogni tatuaggio è diventato la descrizione del pensiero di una persona: non sono più usati per suscitare ansia negli altri, ma per trasmettere a chi ci circonda la nostra volontà e il nostro trascorso. Dai tatuaggi maori del passato, è emersa l’ispirazione a fattori legati alla natura e in particolare a determinati animali, non solo esseri cruenti come il leone, ma soprattutto specie tranquille come la tartaruga. Il tatuaggio maori che raffigura la tartaruga indica un’indole tendente alla calma e al coraggio e il desiderio di riuscire a conseguire risultati, stabili attraverso la quiete e il silenzio. Soltanto a piccoli passi è possibile ottenere grandi successi, senza perdere il contatto con la realtà e la tartaruga è il simbolo degli obiettivi raggiunti ma anche della fertilità. Desiderio di maternità, oppure voglia di uscire una volta e per sempre dal guscio per affrontare la vita a testa alta: la tartaruga si colloca facilmente sulla schiena, sul polpaccio o sul braccio, ma riesce anche a portare colore al polso, alle nostre mani e alle caviglie. Il verde, l’arancio e il marrone si uniscono in un susseguirsi di colori vivaci e allegri, senza trascurare la scelta di toni semplici come il bianco e il nero. Una piccola tartaruga sul piede, può essere il punto di partenza per iniziare una nuova vita, avanzando lentamente ma sempre con un pizzico di audacia.

  

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Foto tatuaggi maori

I tatuaggi maori rappresentano le origini delle creazioni attuali, e sono il simbolo di una tradizione resistente al tempo e in grado di non trovare mai termine nonostante il passare degli anni. In antichità il tatuaggio era molto più che un disegno compiuto per seguire la moda, oppure per ricordare un momento soltanto dell’esistenza di una persona, ciascun soggetto si faceva incidere e scolpire il corpo per documentare la sua vita intera. Il tatuatore era una figura molto importante all’interno di ciascuna comunità, poiché grazie al suo lavoro, si poteva procedere alla decorazione sul corpo. Il fisico diventava un susseguirsi di segni e simboli, la cui posizione e il cui significato non lasciava nulla al caso, tutto era pensato con cura e aveva una rilevanza ben precisa. Anche il volto dei combattenti era completamente ricoperto da elementi diretti a raccontare la sua personalità al nemico, le particolari capacità nella caccia, la bravura nel pescare, la caparbietà, la forza e il coraggio riuscivano a essere riprodotti con estrema esattezza e nei dettagli salienti. Chi poteva farsi tatuare si vantava di essere il portatore di un grande privilegio e riceveva stima, rispetto e reverenza da parte di tutti gli altri cittadini. Innumerevoli sono le foto che testimoniano che i tatuaggi maori, anche nell’ambito della nostra società non hanno perso importanza ma sono riusciti a conservare il loro stile caratteristico. A essere immortalati dalla macchina fotografica, sono soprattutto i disegni che ricordano le caratteristiche della terra, dell’acqua e del fuoco, proprio come avveniva in passato. Un grande leone è raffigurato sulla schiena, con una criniera che circonda i denti aguzzi e gli occhi valorosi, in questo modo il messaggio, che si vuole lanciare al mondo esterno è di non perdere mai il coraggio di andare avanti, combattere nella vita, è la regola più importante e per non scordarla non esiste modo migliore che farsi incidere a fuoco la pelle. Un falco che prende il volo sul braccio, indica il desiderio di cambiare prospettiva, di voler modificare una parte della propria vita, riuscendo a non fermarsi mai. Un serpente lungo la caviglia, può trasmettere la voglia di trasgredire, una personalità enigmatica e complessa, che non si fida facilmente degli altri e che è sempre pronta a reagire in caso di pericolo o minacce. Una serie di simboli in bianco e nero sono tracciati in un susseguirsi infinito di esaltanti sfumature, assumendo una tonalità che va dal verde al rosso per un magnifico effetto realistico e ineguagliabile.

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Tatuaggi maori tartaruga

La tartaruga, è il simbolo della fertilità e del coraggio. Esistono momenti nella vita di una persona in cui il desiderio di crescere e di allontanarsi in maniera definitiva dalla propria famiglia, si avverte in maniera prepotente. Per molti la tartaruga è un segno semplice che esprime solo tranquillità, ma in realtà costituisce qualcosa di molto più importante, e custodisce un significato profondo legato all’esistenza dell’individuo. In epoche passate il tatuaggio maori era destinato a ricoprire il corpo del lottatore prima di un combattimento, e gli animali raffigurati, erano principalmente bestie feroci con grandi denti aguzzi. L’obiettivo di questi simboli era di incutere paura e terrore nell’avversario, facendogli comprendere il valore di chi aveva davanti. La tradizione di quel popolo, con il passare del tempo non ha perso valore, ma ha acquistato importanza e rilievo, tuttavia, leoni e lepri sono stati sostituiti da esseri mansueti che indicano il carattere della persona. Una piccola tartaruga sul piede esprime la voglia di andare avanti a piccoli passi, senza lasciarsi trasportare dall’istinto e dall’irrazionalità, ma cercando di placare con la calma e la riflessione ogni tipo di eccesso. Se il luogo scelto per collocare questo simpatico animaletto è la mano, possiamo trasmettere all’osservatore il desiderio di cambiare la nostra vita e di raggiungere grandi obiettivi lentamente, per perseguire la stabilità e un successo che duri anche nel tempo e non sia solo temporaneo. Se la parte del corpo scelta dalla donna è la pancia, allora la tartaruga si trasforma in un piccolo portafortuna, come simbolo di fertilità o di una recente maternità. Per quanto riguarda i colori, non esistono limiti all’originalità e all’immaginazione del tatuatore: il giallo, il verde e l’arancio si mescolano a toni semplici ma raffinati, come il bianco e il nero. L’azzurro e il blu circondano il tatuaggio, rappresentando come sfondo le acque del mare oppure le foglie della terra, per un susseguirsi di linee leganti e di toni allegri e vivaci. Le tendenze del passato e il gusto attuale della società moderna, si uniscono per realizzare un pensiero che nasce nella nostra mente e prende forma sul corpo, senza argini o limiti dimenticando la moda o le paure del momento e riflettendo unicamente sul messaggio che vogliamo lanciare al mondo che ci circonda. Una grande tartaruga è l’essenza del nostro essere che cambia, e che non riesce a placare la voglia di uscire dal guscio, crescere e maturare.

                             

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Significato tatuaggi maori

Nella società attuale, molto spesso si decide di ricorrere a un tatuaggio perché la nostra cantante preferita, oppure l’attore che amiamo tanto, ha un simbolo che ci attira particolarmente. Tuttavia, per la buona riuscita di un tatuaggio, è importante mettere da parte le regole che sono dettate dalla moda: l’incisione a fuoco sul corpo rappresenta un passo fondamentale, che non deve nascere dall’ispirazione del momento ma da quello che davvero sentiamo nel nostro animo. Se nei tempi attuali, il tatuaggio ha perso per molti la sua reale essenza, in epoche passate invece ha trovato spazio e grande rilievo. Sembra difficile riuscire a credere che, proprio in periodi in cui non esistevano gli strumenti di cui disponiamo oggi, i disegni sul corpo avevano un significato profondo e relativo alla vita di ciascuna persona. Il tatuatore prima di procedere all’esecuzione del suo lavoro, doveva compiere un’attenta e accurata ricerca, circa l’esistenza del soggetto che aveva individuato come degno destinatario del suo mestiere. Le mani del tatuatore erano considerate la vera fonte della saggezza di una persona, perché era esclusivamente attraverso l’opera compiuta da questo esperto d’arte, che era possibile procedere ad abbellimenti sul fisico. Il tatuaggio significava il passaggio da giovane inesperto a personalità degna di stima e di rispetto, ciascun membro di una comunità poteva essere riconosciuto proprio in conformità a una serie di elementi che erano disegnati sul volto. Il combattente, si faceva ricoprire il corpo con forme di animali o di strumenti impiegati nella caccia. Gli elementi della terra e dell’acqua si riunivano e diventavano i principali fattori d’ispirazione per il tatuatore: ogni singola virtù posseduta da una persona era esaltata nel miglior modo possibile, attraverso una dettagliata descrizione dei momenti più importanti della sua vita. Il soggetto più anziano di una società, era ritenuto il capo e quindi un destinatario di reverenza, proprio nel momento in cui il suo fisico era contraddistinto da linee geometriche in grado di riprodurre la sua intera esistenza e il suo vissuto. I tatuaggi maori che ricoprono anche il viso, sono tuttora impiegati in molti luoghi del mondo e rispecchiano quella che deve essere la reale funzione dell’incisione del corpo: un tatuaggio è destinato a durare per sempre, quindi se desiderate farne uso, mettete da parte le tendenze del momento e date libero sfogo alla vostra creatività, lasciate parlare quell’impulso che parte dalla mente per dargli forma e significato attraverso il vostro corpo.

                                 

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